martedì 28 febbraio 2012

The Abstract

Penso ai miei dipinti come a opere teatrali: le forme che appaiono sono degli attori sul palcoscenico. Nascono dall’esigenza di trovare un gruppo di interpreti in grado di muoversi sulla scena senza imbarazzo e di compiere gesti teatrali senza vergogna. 
Non è possibile prevedere né descrivere in anticipo quale sarà l’azione o chi saranno gli attori. Tutto ha inizio come in un’avventura sconosciuta, in un mondo mai veduto prima. È solo nel momento del compimento di questa avventura che ci rendiamo conto, come per un’illuminazione improvvisa, che ciò che si è concretizzato sulla scena è proprio quello che deve concretizzarsi. Tutti i programmi, tutti i concetti che avevamo all’inizio erano solo una via di uscita che ci ha permesso di abbandonare il mondo da cui questi stessi concetti hanno avuto origine.


Mark Rothko

mercoledì 8 febbraio 2012

Presente imperfetto

E mentre la carrozza sale lungo i pendii, ricomponiamo i ricordi del tempo in cui ci venivo tanto spesso.

Gerard de Nerval, Sylvie

domenica 15 febbraio 2009

Materiale scelto

E la cagione, perché così avvenga, è forse, perché l'ardore, e l'impeto del sole, mentre che l' opera era ancora in piede , consuma troppo presto il nervo della calcina. Aggiugnesi, che per i fiati d'ostro, inumiditosi più e più volte il muro, e per gli ardori del sole ribollito, marcitosi, alla fine si corrompe. Contro a queste adunque e simili altre ingiurie, si debbe esporre materia atta e gagliardissima.




L.B. Alberti

L'architettura

mercoledì 28 gennaio 2009

The Burial of the Dead

April is the cruelest month, breeding Lilacs out of the dead land, mixing Memory and desire, stirring Dull roots with spring rain. Winter kept us warm, covering Earth in forgetful snow, feeding A little life with dried tubers. Summer surprised us, coming over the Starnbergersee With a shower of rain; we stopped in the colonnade, And went on in sunlight, into the Hofgarten, And drank coffee, and talked for an hour. Bin gar keine Russin, stamm' aus Litauen, echt deutsch. And when we were children, staying at the arch-duke's, My cousin's, he took me out on a sled, And I was frightened. He said, Marie, Marie, hold on tight. And down we went. In the mountains, there you feel free. I read, much of the night, and go south in the winter. What are the roots that clutch, what branches grow Out of this stony rubbish? Son of man, You cannot say, or guess, for you know only A heap of broken images, where the sun beats, And the dead tree gives no shelter, the cricket no relief, And the dry stone no sound of water. Only There is shadow under this red rock, (Come in under the shadow of this red rock), And I will show you something different from either Your shadow at morning striding behind you Or your shadow at evening rising to meet you; I will show you fear in a handful of dust. Frisch weht der Wind Der Heimat zu Mein Irisch Kind Wo weilest du? 'You gave me hyacinths first a year ago; 'They called me the hyacinth girl.' -Yet when we came back, late, from the hyacinth garden, Your arms full, and your hair wet, I could not Speak, and my eyes failed, I was neither Living nor dead, and I knew nothing, Looking into the heart of light, the silence.




T.S. Eliot

The Waste Land

mercoledì 21 gennaio 2009

Incomprensione

Over and over, like a Tune -

The Recollection plays -

Drums off the Phantom Battlements

Cornets of Paradise -

Snatches, from Baptized Generations -

Cadences too grand

But for the Justified Processions

At the Lord's Right hand.


 


Emily Dickinson


F406 (1862) / J367 (1862)

Ingegnosità

<<Oh star qui con la principessa Angelica

abbracciato mattina e sera

oh com'è bello>>.


Firmato: <<Medoro>>.




Orlando riflette: <<Dunque se Medoro sono io, e non sono stato io a scrivere questo, allora Angelica, fansticando di star qui abbracciata con me, dev'essersi messa a scrivere queste cose con una calligrafia maschile per rappresentarsi quel che io avrei provato>>.





Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino

venerdì 26 dicembre 2008

Movimento Cambiamento

[...] come vede per esempio, a distanza di tempo, quel che lei era una volta, con tutte le illusioni che allora si faceva; con tutte le cose, dentro e intorno a lei, come allora le parevano - ed erano, erano realmente per lei! - Ebbene, signore: ripensando a quelle illusioni che adesso lei non si fa più: a tutte quelle cose che ora non le <<sembrano>> più come per lei <<erano>> un tempo; non si sente mancare, non dico queste tavole di palcoscenico, ma il terreno, il terreno sotto i piedi, argomentando che ugualmente <<questo>> come lei ora si sente, tutta la sua realtà d'oggi così com'è, è destinata a parerle illusione domani?




Luigi Pirandello

Sei personaggi in cerca d'autore

martedì 28 ottobre 2008

Tempesta



Yanni's orchestra performs

 Antonio Vivaldi

 Le Quattro Stagioni

 Estate, primo mov. allegro non molto

Pangloss

dopo tutto sono filosofo, e non mi conviene contraddirmi poiché Leibniz non poteva aver torto,

e l'armonia prestabilita è la più bella cosa

del mondo, così come il tutto e la materia sottile




Voltaire, Candido

domenica 21 settembre 2008

Curiosità









A
ntoni Gaudì


particolare del Palau Güell

1886-1890























Fotografía de

© Jaume Mestres

Seafood

L'archeologia è come la conchiglia dell'umanità: morto il mollusco, resta l'involucro che va conservato e fatto amare, non imposto come un principio autoritario dell'alto. Altrimenti c'è il rischio che qualcuno, alla fine, sfasci la conchiglia credendo di diventare libero.

mercoledì 23 luglio 2008

WC

Esco e percorro rapida il corridoio alla ricerca di un cesso dove specchiarmi voluttuosamente e annusare profumo di cipria. Una volta dentro, il water mi angoscia. Il pensiero dell'uso collettivo e ripetuto di quel water mi nausea. La carta igienica incollata al metallo satinato, le tracce d'urina a rigare i bordi esterni, il sentore cessosamente pubblico che pervade lo stretto cubo, lo specchio schizzato da un probabile uso interdentale selvaggio, tutto questo mi angoscia portando i miei pensieri a una convinzione distorta, dove l'essenza stessa del vivere pulsa tutta in quel lavandino sudicio, tra resti vischiosi abbandonati distrattamente. Talmente primordiale e umano da sembrare vero.



Isabella Santacroce

Destroy

domenica 13 luglio 2008

Eco

In cuor di donna quanto dura amore?

- (Ore).

Ed ella non mi amò quant'io l'amai?

- (Mai).

Or chi sei tu che sì ti lagni meco?

- (Eco).




Luigi Pirandello

Il Fu Mattia Pascal

sabato 12 luglio 2008

Evolution

Ora, finalmente, entriamo nell'Era dell'Emozione.

L'individuo trova rifugio nella sua parte più pura e profonda, quel magma misterioso da cui sgorgano le nostre aspirazioni, che parla il linguaggio della poesia, dei suoni, del corpo e dei colori, in altre parole dell'Arte.

[...]

E' quindi necessario creare una nuova arte contemporanea, che sia espressione del nostro tempo.

Essa deve trarre origine dal magma emotivo e, attraverso rinnovate forme strutturali, disegnare i canoni di una nuova bellezza, da tutti condivisibile.

Giovanni Allevi

La Musica in testa

martedì 10 giugno 2008

Onoma-topee

In quel punto, come evocata di tenebra, dall'usciolo socchiuso della scaluccia approdante in bottega (di cui li ragazzini fantasticavano, altri favoleggiavano e più d'uno pe via de la lettura de la mano avea pratica), si affacciò, e poi zampettò sul mattonato freddo qua e là con certi suoi chè chè chè chè tra due cumuli di maglie, una torva e a metà spennata gallina, priva di un occhio, e legato alla zampa destra uno spago, tutto nodi e giunte, che non la smetteva più di venir fuora, di venir su: tale, dall'oceano, la sàgola interinata dello scandaglilo ove il verricello di poppa la richiami a bordo e tuttavia gala d'una barba la in fronzoli, di tratto in tratto: una mucida, una verde alga d'abisso. Dopo aver esperito in qua in là più d'una levata di zampa, con l'aria, ogni volta, di saper bene ove intendeva andare, ma d'esserne impedita dai divieti contrastanti del fato, la zampettante guercia mutò poi parere del tutto.
Spiccicò l'ali dal corpo (e parve estrinsecarne le costole per una più lauta inspirazione d'aria), mentre una bizza mal rattenuta le gorgogliava già nel gargarozzo: una catarrosa comminatoria. A strozza invelenita principiò a gorgheggiare in falsetto: starnazzò spiritata in colmo alla montagna di que'cenci, donde irrorò le cose e le parvenze universe del supremo coccodè, quasi avesse fatto l'ovo lassù. Ma ne svolacchiò giù senza por tempo in mezzo, atterrando sui mattoni con nuovi acuti parossistici, un volo a vela de' più riusciti, un record: sempre tirandosi dietro lo spago. Parallelamente allo spago e alla infilata dei nodi e dei groppi, un filo di lana grigio le si era appreso a una gamba: e il filo pareva questa volta smagliarsi da reobarbara ciarpa, di sotto al ridipinto ciarpame. Una volta a terra, e dopo un ulteriore co co co co non si capì bene se di corruccio immedicabile o di raggiunta pace, d'amistà, la si piazzò a gambe ferme davanti le scarpe dell'allibito brigadiere, volgendogli il poco bersaglieresco pennacchietto della coda: levò il radicale del medesimo, scoperchiò il boccon del prete in bellezza, diaframmò al minimo, a tutta apertura invero, la rosa rosata dello sfinctere, e plof! le fece subito la cacca: in dispregio no, è probabile anzi in onore, data l'etichetta gallinacea, del bravo sottufficiale, e con la più gran disinvoltura del mondo: un cioccolatinone verde intorcolato alla Borromini come i grumi di solfo colloide delle acque àlbule: e in vetta in vetta uno scaracchietto di calce, allo stato colloidale pure isso, una crema chiara, di latte pastorizzato pallido, come già allora usava.

C. E. Gadda

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

venerdì 2 maggio 2008

Genesi

Ta'aroa era il suo nome. Abitava nel vuoto - prima della terra, del cielo, degli uomini.

Ta'aroa chiama, niente gli risponde e, solo esistente, si trasforma in Universo.

Le anime di tutto sono Ta'aroa: così si è chiamato egli stesso. Le rocce sono Ta'aroa. Le sabbie sono Ta'aroa.

[...]

Giaceva Ta'aroa con la moglie Hina, dea dell'aria. Dalla loro unione sono nati l'Arcobaleno e Chiaro di Luna, poi le nuvole rosse, la pioggia rossa.

Giaceva Ta'aroa con la moglie Hina, dea del grembo della terra: dalla loro unione è nato Tefatu, il genio che agita la terra e che si manifesta nei fragori sotterranei.

Giaceva Ta'aroa con la moglie detta Aldilà di tutta la terra.

Dalla loro unione sono nati gli dei Te'iri'i e Rananua.

Poi Ro'o che uscì dal ventre di sua madre lateralmente.

E dalla stessa madre nacquero ancora la Collera e la Tempesta, i Venti furiosi e anche la calma che li segue.



devotioadartem.splinder.com/post/13788051/Il+Giorno+di+Dio




Paul Gauguin

Noa Noa

venerdì 25 aprile 2008

Fiero della Fiera

"Io credo in questo gioco complesso di trasparenze,

credo in particolare nell'urbanità di un edificio i cui confini

tra interno ed esterno restano un po' ambigui, per cui,

quando sei dentro, vedi quel che c'è fuori

e quando sei sulla strada vedi quello che c'è dentro.
"









Renzo Piano


La Bolla


2001

Iudicium

«Ho io tratto tutto il vantaggio possibile, per la mia felicità, dalle occasioni che il caso

m’ha presentate durante questi nove anni di Parigi? Che uomo sono? Sono provvisto di buon senso? Buon senso in profondità? Ho uno spirito singolare? In fede mia non lo so proprio.

Traverso i miei casi d’ogni giorno, non mi pongo mai questi problemi fondamentali; perciò i miei giudizi variano come il mio umore. I miei giudizi non sono che punti di vista.»




Stendhal, Ricordi di egotismo

giovedì 3 aprile 2008

Raccolte a tulipano le cinque dita della mano destra,

altalenò quel fiore nella ipotiposi digito-interrogativa tanto in uso presso gli Apuli.





C. E. Gadda

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana