giovedì 7 dicembre 2006

Per colmare un vuoto

devi inserire ciò che l'ha causato -

se lo riempi con altro -

ancor di più spalancherà le fauci -

Non si chiude un abisso

con l'aria








Poetries

Emily Dickinson (546)

mercoledì 6 dicembre 2006

Here comes the sun, here comes the sun

(And I say) it's all-right



Little darling,

it's been a long, cold, lonely winter



Little darling,

it feels like years since it's been here



Little darling,

the smiles returning to their faces



Little darling,

it seems like years since it's been here



Here comes the sun, here comes the sun

(And I say) it's all-right

Sun, sun, sun, here it comes



Little darling,

I feel that ice is slowly melting



Little darling,

it seems like years since it's been clear



Here comes the sun, here comes the sun

(And I say) it's all-right

Here comes the sun, here comes the sun

It's all-right




(Harrison/Harrison)




http://www.zshare.net/audio/the-beatles_here-comes-the-sun-mp3.html





lunedì 4 dicembre 2006


Il vento gonfiava le mie vesti,

di veramente stabile erano le mie scarpe nere

alle caviglie ortopediche.





Un tempo passavo ore in palestra

continuai a inseguirla per inerzia.




 La vidi stagliarsi tra alberi e cielo

 e dopo un piccolo volo

 camminare monca e rapida:




 avrete anche voi visto                                                                                                                       

 camminare le aquile.      
                                                                                                                    



Ho viaggiato tanto, senza muovermi di un metro. Ho visitato dei luoghi che nessuno aveva mai visto prima, ho visto dei monumenti alla Bellezza, statue dell'Intelligenza, colonne istoriate col Pensiero umano, meravigliosi templi alla dea Saggezza. Poi ho scalato una montagna, ho percorso viottoli e sentieri scoscesi, sfrondato alberi per aprirmi un passaggio, e alla fine, in cima, ho trovato una croce. Ci ho scavato sotto e ho trovato una cassettina piena di ricordi di qualcuno che, chissà come, era passato lì prima di me. Da lassù, mi sono guardato intorno e ho ammirato il panorama più mozzafiato della mia breve vita. Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato immerso nell'acqua dolce di un lago: le sponde tutt'intorno mi proteggevano e io mi potevo finalmente togliere di dosso quella terra di un silenzio che troppo tempo mi aveva soffocato. Mi ricordo come fosse ora, il mio sguardo che si fermava improvviso su una bambina, o forse no, era già una ragazza: era troppo lontano perchè potessi distinguerne le fattezze. Forse era già una donna, matura in tutti i suoi aspetti e impudica. Stava ritta, sulla sponda del lago, ma in alto, tanto più in alto di me. Teneva un bastone in una mano, e ci si appoggiava, non come una vecchia stanca, ma come una amazzone in esplorazione appena scesa dal suo cavallo selvaggio, che si ferma ad ammirare un attimo, e placa la sua sete di forza perdendosi in un lago così bello. Guardava di là del lago, forse pensava a cosa stesse accadendo, in quel momento, dall'altra parte del lago, dall'altra parte del mondo. Dove contemporaneamente infinite e inconcepibili vite diverse stavano vivendo come lei ma così diversamente da lei. E io per non perdermi nella contemplazione dell'infinito e del perpetuo, mi rigettavo sott'acqua, e riemergevo chissà dove.

venerdì 1 dicembre 2006

MADRE



Madre piccina, Madre benedetta, guardo il Tuo volto assorto, accigliato e mi addoloro; mi ricordo del tempo che è passato, vanamente perduto nel tormento di tenderTi le braccia mie lontane che mai hanno raggiunto il Cuore Tuo.


Madre d'amore, oh quant'io T'ho amato.


Tu non puoi ricordare, tempo è passato da quando bimbo mi dolevo di non saperTi dire il bene mio e quando, ignara, su di me chinata, avrei voluto stringerTi al mio petto per raccontarTi del segreto del mio amore che è rimasto sepolto o rimandato ad occasioni future mai più venute, perché sempre sepolte nelle brume lontane che han diviso la Tua vita dalla mia.


Oh, Madre Mia. Oggi non parlo più, non ho parole. Resta di Te soltanto il nome Santo, quel nome che ho cercato in ogni tempo, in ogni luogo, come l'incanto grande che ci innamora sempre della vita.


Quanto è dolce il ricordo del Tuo viso.


Addio Madre del mio perduto ... Paradiso!








* Tratto da un blog pubblico, visitabile all'indirizzo blog.libero.it/Sconfinatamente/

giovedì 30 novembre 2006

"A sedici anni disegnavo come Raffaello.



Ho tutta la vita per disimparare."




Pablo Picasso







Guernica

Pablo PIcasso, 1937


olio su tela, 351 × 782 cm